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January 10 Paolo Russo fa il «pianista»: «Ormai siamo solo delle macchine da voto»
Il deputato del Pdl pizzicato mentre digitava sulla tastiera del vicino. «Ma dei "pianati" ne vogliamo parlare?» NAPOLI - Ultime possibilità per i «pianisti» di Montecitorio: da febbraio i nuovi strumenti di voto che riconosceranno le impronte digitali del singolo deputato votante interromperanno la consuetudine, tanto radicata in Parlamento, del cosiddetto «spettacolo pianistico» eseguito dai tanti deputati che digitano anche sulla tastiera del vicino assente. Ieri, l'ultimo «concerto», in occasione del varo definitivo della legge Gelmini sull'Università. Ad essere anche stavolta inchiodati dall'occhio del fotografo, numerosi deputati «pianisti», tra cui il partenopeo Paolo Russo, tra le fila del Pdl, che si giustifica sulle pagine de «La Stampa». «Non solo ho votato per me al mio posto, ma ho sostituito un collega al suo, in un'altra fila. - confessa il deputato originario di Marigliano - Lo so, non si fa, ma siamo a volte delle macchine da voto sottoposte a ritmi che spesso non danno nemmeno un attimo di tregua». E per discolpare il suo eccesso di zelo, chiama in causa gli assenti, a parer suo i veri colpevoli: «Ve la prendete sempre coi pianisti. E mi sta bene. Ma dei "pianati" (i deputati assenti sostituiti dai pianisti, ndr) ne vogliamo parlare?». Nonostante i voti degli zelanti pianisti però, i 332 sì alla legge Gelmini che sarebbero dovuto emergere dalla somma di Pdl e Lega si sono ridotti a soli 281 voti favorevoli, sufficienti in ogni caso al passaggio del decreto.
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